ski mag

Dono di un illustre Amico

Lasciatevi catturare da questi versi, scritti da un nostro caro Amico, che ha saputo tradurre in poesia la magia della montagna...

Capodanno alla Capannina

Sale la strada, sale, susseguonsi i tornanti,
tutti uguali, su su a toccar la vetta.


Irreale il tramonto,

un bagliore divino inonda la neve candida,
giù nella valle le luci a marcar case perdute
d’un paesaggio antico.

Quante persone, semplici, entusiaste,
infagottate all’aria rigida del pianoro
la fiaccolata ad aspettar.

Mitico lui, sopravento,
    sulla legna scoppiettante il vin brulé al ribollir,     
e gli astanti umilmente in coda omaggiati
di un caldo bicchiere a riscaldar le viscere.

Quale disegno supremo ti ha condotto lassù,
nei locali della Capannina, imbandita di semplici cose, semplicemente vestiti, a festeggiar un capodanno semplice,
di gente semplice, ricco di poco, ricco di quelli che erano lì.

Lontani i ricordi di feste sfolgoranti
in locali diversi di Città viziate,
nell’inconscio rimarcar l’umore triste dell’Italia d’oggi.

Uomo venuto dal nulla, che hai festeggiato con poco,
continua pure nel duro lavoro d’ogni dì,
ad esorcizzar crisi feroce altrove generata e da te subita.


CommendatorCortese